venerdì 1 novembre 2013

Una Piccola Impresa Meridionale (2013)


Cast
Rocco Papaleo (Don Costantino)

Barbora Bobulova (Magnolia)

Riccardo Scamarcio (Arturo)

Sarah Felberbaum (Valbona)


Trama

Don Costantino è stato un prete e ora non lo è più. Si è innamorato, si è spretato e poi è stato mollato. Con le pive nel sacco se ne torna al paese natale, giù a Sud. Reo confesso, trova nella madre un faro! Non una persona saggia che lo guida nella buia notte in cui si è cacciato, ma un faro vero e proprio, esilio coatto per evitare un altro scandalo famigliare dopo quello procurato dalla sorella, scappata con un amante. Il prete nel faro cerca di raccogliere i pezzi, quelli metaforici della sua anima e quelli reali che cadono dal soffitto della proprietà di famiglia da tempo abbandonata. Pensandosi solo in quei domiciliari, scopre di attrarre altri "volontari", come il cognato cornuto con velleità di pianista raffinato, la sorella slovacca della giovane domestica della madre (una ex prostituta), la ditta di ristrutturazione chiamata a saldare il tetto (una ex compagnia di circensi), come la sorella rediviva. Un'accolita improbabile di "ex", personaggi in cerca di nuova collocazione ai quali si aggiungeranno pian piano altri come fossero gli elementi di un banda musicale in formazione, un po' scombiccherata, ma animata da passione ed entusiasmo.
La musica è sempre stata importante per Rocco Papaleo, forse la cosa più importante. Il "gesto musicale" lo ha sempre accompagnato nelle diverse espressioni della sua arte e mestiere, quando comico e cabarettista, quando attore e caratterista per il cinema e il teatro, quando musicista del suo "teatro canzone" e infine quando regista. Il suo stesso raccontare è musicale.
Questa dimensione lavora a diversi livelli anche nel suo secondo film, talvolta in maniera esplicita, tal altra in maniera profonda. Sin dalla prima inquadratura si è immersi nel mood di una narrazione musicale, come fossimo alla presenza di un "cinema canzone", laddove il personaggio, una sorta di crooner disincantato, canta il suo destino e la sua maledizione, non senza ironia e leggerezza. La "voce-off" di Don Costantino ci porta nei suoi mari remoti, come fosse un cuntastorie tra oralità e messa in scena.
Bene, è con questa guida musicale che Papaleo, insieme allo sceneggiatore Valter Lupo, ha scritto e poi interpretato Una piccola impresa meridionale, componendo il quadro con variazioni progressive di temi aggiuntivi, personaggi che si uniscono all'impresa, ognuno con una sua voce e melodia. È così che in maniera più sotterranea gli elementi vanno a congiungersi in un Bolero sudista un po' squinternato che trova e perde i pezzi ad ogni voltar di pagina.
Rispetto a Basilicata coast to coast, film erratico e scomposto, road movie musicale ed esistenziale, canzone scanzonata orecchiabile ma non ripetitiva, Una piccola impresa meridionale ha un'intenzionalità più dichiarata, una partitura dalla scrittura più evidente, anche se tradita da cedimenti improvvisi di fughe e assoli. Immobile il film ondeggia, come lo sfondo marino dietro il suo faro statuario. Mobile è l'intenzione narrativa, rigida è la sua messa in scena. Statica è l'ambientazione (tutto si svolge dentro e fuori dal faro), dinamica è l'entrata dei personaggi che si agitano intorno a quel simbolo dell'isolamento e della solitudine come per esorcizzarne il mandato. Papaleo è un cantastorie ondivago, ti prende per mano e poi ti lascia, ti guida e poi ti abbandona, suona una partitura e poi si perde nella sua variazione, e questo movimento alterno un po' ci piace e un po' ci delude.
(MyMovies)

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Il Vichingo Venuto dal Sud (1971)



I Protagonisti

Lando Buzzanca (Rosario Trapanese)

Pamela Tiffin (Karen)

Gigi Ballista (Silvio Borelon)

Renzo Marignano (Marsen)

Gastone Pescucci

Dominique Boschero (Priscilla)

Trama

Rosario Trapanese, siculo, si considera uomo libero da qualsiasi tabù. Sposa una danese e si scopre geloso. Molti luoghi comuni, poche notazioni azzeccate, volgarità gratuite.


mercoledì 25 settembre 2013

Don Camillo (1983)


Trama

L'affettuosa inimicizia padana tra il parroco don Camillo e il sindaco comunista Peppone aggiornata agli anni Ottanta con un occhio al pubblico americano. Esordio nella regia dell'occhiceruleo T. Hill. La banalità trionfa. In questa botte nuova il vecchio vino di Guareschi diventa una gassosa acida.AUTORE LETTERARIO: Giovanni Guareschi
(MyMovies)


I protagonisti

Terence Hill (Don Camillo)

Colin Blakely (Peppone)

Mimsy Farmer

Bianca Doria

Cyril Cusack (Il Vescovo)


Franco Diogene (Il Corrotto)

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sabato 7 settembre 2013

L'Affittacamere (1976)



Cast


Gloria Guida  (Giorgia Mainardi)

Lino Banfi  (Lillino)

Vittorio Caprioli  (Onorevole Vincenzi)

Luciano Salce  (Prof. Edoardo Settebeni)

Adolfo Celi  (Giudice Damiani)

Fran Fullenwider  (Angela Mainardi)

Giancarlo Dettori  (Avvocato Mandelli)

Giuseppe Pambieri  (Anselmo Bresci - L'amante)

Enzo Cannavale  (Maresciallo Pasquale Esposito)

Giuliana Calandra  (Adele Bazziconi - Moglie del Prof. Edoardo Settebeni)

Vincenzo Crocitti  (Paziente in sala operatoria)

Dino Emanuelli  (Notaio)



Trama

Due sorelle, una magra e molto bella, Angela Mainardi, e una grassa, brutta e con dei problemi di sonnambulismo, Giorgia Mainardi, ricevono in eredità dalla loro zia, una contessa piena di debiti, un casale nella campagna bolognese e decidono di trasformalo in una pensione. Durante il film, molti uomini verranno invitati (tra cui l'avvocato Mandelli, l'onorevole Vincenzi e il dottore Settebeni) da Giorgia, credendo che andando a dormire in quella pensione e pagando ben 50.000 Lire a notte, essi verranno "ripagati" molto bene dalla stessa ragazza. Passato un po' di tempo su quella stessa pensione cominciano a girare delle cattive voci le quali dicono che essa sia una "bettola dove si chiava". Preoccupato per queste voci, il fidanzato di Angela, Lillino, decide di andare a dormire lì.
In città sente queste voci anche un giudice accanito difensore della moralità, Giudice Damiani, che decide di andare a visitare quella pensione, ma ci andrà la stessa sera che sua moglie e l'amante di lei, Anselmo Bresci, si daranno appuntamento lì. Quella stessa sera, un dottore, il Professor Settebeni, dice alla moglie di uscire per acquistare una nuova clinica, mentre andrà alla pensione. La moglie viene informata da un suo nipote che suo marito sta andando in quella pensione malfamata e così decide di andare a scovarlo. Il giudice dopo aver perlustrato per bene tutto l'albergo ritroverà tutte le persone nascoste dentro il letto di una stanza, inclusa sua moglie con l'amante. La moglie del Professor Settebeni, Adele Bazziconi, non riuscirà a trovare il marito e gli altri nel letto visto che Giorgia riuscirà a trovare un piano che rallenterà la moglie del dottore (il piano riuscirà anche grazie all'aiuto del maresciallo Pasquale Esposito che alloggiava lì). Tutti riusciranno in tempo a vestirsi e a simulare la vendita della pensione che il professor Settebeni dovrà trasformare in clinica.
La vendita non sarà però più una simulazione visto che il Professore comprerà davvero l'immobile e darà a Giorgia 50.000.000 di lire. Dopo questo incidente si vedono Angela e il suo fidanzato Lillino che si sono sposati e che si sono trasferiti in Puglia insieme a Giorgia, nella casa di lui, che è un casale molto grande. Da qui rinasce l'idea di trasformare anche questo casale in una pensione e Giorgia userà sempre la stessa modalità per attirare i clienti. Nella scena finale si vede lei che fa l'autostop con la gonna alzata per attirare dei clienti e il Professor Settebeni che vedendola, sbanda con l'automobile.
(Wikipedia)

lunedì 27 maggio 2013

Un'Estate ai Caraibi (2009)



Attori


Enrico Brignano

Carlo Buccirosso

Biagio Izzo

 
Enrico Bertolino 

Paolo Conticini

Paolo Ruffini

Maurizio Mattioli

Gigi Proietti

Maurizio Antonini

Attrici 




Martina Stella

Alena Seredova
Sascha Zacharias

Jayde Nicole

Maria Lauria

Trama 


Roby è un bancario napoletano a cui viene diagnosticato per errore un tumore in fase terminale, Angelo è l'autista zelante di un volgare palazzinaro romano, Max è lo speaker radiofonico e becco di una radio locale, tradito dalla fidanzata e dal migliore amico, Vincenzo è un dentista napoletano con moglie e amante insoddisfatte, Alberto è un romano spiantato e trapiantato suo malgrado ad Antigua, dove imbroglia turisti, scommette alla lotteria e alleva un piccolo orfano. Tra promesse tradite, mogli lasciate a casa, amanti "comprate", morti simulate e salvataggi milionari, l'allegra brigata si sposterà sull'isola di Antigua, dove si incrocerà senza toccarsi mai.
Un'estate ai Caraibi è un piccolo film che si inserisce nel filone della commediaccia scollacciata all'italiana e gli attori sono navigati interpreti del genere, da Biagio Izzo a Paolo Conticini, da Enrico Brignano a Maurizio Mattioli, da Alena Seredova alla playgirl di turno. Il discorso si direbbe, si potrebbe e si vorrebbe (tanto) chiudere qui, se non fosse che è cosa buona e giusta chiarire un malinteso.
I fratelli Vanzina, accreditati una volta di troppo come eredi (Risi) e discendenti (Steno) dei padri nobili della commedia all'italiana, insistono ad equivocare sulla loro genealogia e a ribadire il loro cinema scombinato, che fonda tutta la sua efficacia su un ritratto semplicistico e di maniera di un Italia già piccola piccola.
Il regionalismo vernacolare della comicità (ci sono un napoletano, un toscano e un romano...), le sirene afone e emancipate da ogni ragione di turbamento, il turpiloquio vigilato, i temi sentimental-sessuali sono gli elementi di Un'estate ai Caraibi, che lungi dal suggerire una critica, promuovono (volgari) stili di vita.
Il nuovo nato della Vanzina's factory, il secondo di un'annunciata nuova serie estiva equivalente del cinepanettone natalizio, rispolvera la formula ad episodi, parcellizzando il film in storie di limitatissimo respiro e incapaci di farsi sguardi e giudizi morali. Si ride poco, il gusto è dubbio, la stupidità vertiginosa, il discorso di costume (da bagno) pura velleità.
(MyMovies)